contatori
IL PENCAK SILAT

Un’arte marziale completa
Il Pencak Silat è una delle arti marziali più interessanti mai create dall’uomo. Valido mezzo di difesa personale, sia a mani nude sia contro avversari armati, il Silat è un’arte marziale assolutamente completa, sotto tutti i punti di vista.

L’arte del corpo
Sono parti integranti del Silat le tecniche di mano (dal pugno ai colpi di punta, di taglio, di palmo); le tecniche di gomito; i calci, nella loro accezione più realistica; i colpi di ginocchio; le tecniche di leva articolare; gli strangolamenti; le proiezioni al suolo; le immobilizzazioni; la difesa da attacco armato (portato con bastoni, coltelli, con armi a percussione, da taglio o flessibili); il lavoro al suolo; le strategie contro più avversari; la sensibiltà; il lavoro a lunga, media e corta distanza.

L’arte dello spirito
Oltre che che per questo vastissimo bagaglio tecnico, il Silat tuttavia si distingue per essere una vera e propria via di perfezionamento e di realizzazione delle proprie potenzialità.

E’ un efficace e potente mezzo per conoscersi meglio, per eliminare blocchi, impedimenti, sensi di debolezza e di inferiorità; ma è soprattutto uno straordinario veicolo per entrare in contatto con le energie psicofisiche, di cui la nostra esperienza quotidiana non sospetta neppure l’esistenza.

Legato alla parte esoterica delle grandi religioni e filosofie religiose del sud est asiatico, il Pencak Silat è la “via del guerriero” che attinge anche al misticismo ed alla conoscenza magica degli antichissimi regni Indù, nonché al poetico e simbolico misticismo dei Sufi islamici (che nulla hanno a che vedere con gli integralisti della cronaca attuale).

Nella nostra arte marziale sopravvive anche un’interessante forma di sciamanesimo che permette un legame di insospettata potenza ed efficacia con la natura e con le forze degli elementi promordiali. Anche il Cristianesimo (almeno sulle isole di Flores e di Timor) è rimasto affascinato dalla pratica psicofisica del Silat.

Sintesi di diverse esperienze

Come molti territori di conquista coloniale, anche l’Indonesia e la vicina Malesia hanno elaborato le loro raffinate arti marziali attraverso scontri brutali con conquistatori sia occidentali (in primo luogo gli olandesi) sia orientali, come i giapponesi ed i cinesi.

Al di là di ogni aspettativa, da questa dinamica aspramente conflittuale, esperienze in prima istanza diversissime sono riuscite a fondersi in una sintesi originale che attinge alle medesime profonde fonti della conoscenza umana universale.

Il valore della tradizione

Il programma che si studierà, dalla prima all’ultima tecnica, dal primo all’ultimo principio, è parte integrante di un universo vastissimo che si è mantenuto e sviluppato nei secoli, grazie all’attività di scuole tradizionali.

Oggi queste scuole, tenute in vita solo grazie alla dedizione di vecchi maestri, sono frequentate da pochi allievi e subiscono la concorrenza di nuove strutture di stampo più commerciale che fanno riferimento a stili e discipline marzial-sportive, sostenuti dalla politica internazionale dell’immagine.

Perché studiare oggi il Silat

Alla luce di questo scenario, per certi aspetti critico, è necessario chiedersi perché oggi riteniamo importante studiare e diffondere il Silat piuttosto che le altre numerose e più affermate discipline marzial-sportive.

Chi ha avuto oggi la possibilità di conoscere e praticare il Silat avendo già maturato esperienze in altre discipline marziali, avrà probabilmente già pronta la giusta risposta: il Silat è tra le pochissime discipline che hanno mantenuto la struttura di disciplina tesa al combattimento totale. A quell’esperienza totalizzante che altre discipline sportive marziali hanno invece parcellizzato in molte specializzazioni (anche puramente estetiche) oppure del tutto stravolto, conservandone solo alcune dinamiche formali, con obiettivi spessi lontani dal combattimento reale.

La struttura del sistema Silat

Il merito del Maestro Maurizio Maltese consiste nell’aver scovato, analizzato, sperimentato con molti anni di studio, di pratica e d’insegnamento questo sistema tanto affascinante quanto ermetico.

Oggi tutte queste esperienze sono organizzate in un compendio organico, fluido, capace di fare interagire un’area didattica con la successiva, consentendo allo studente, fin dai primi approcci, di affrontare i diversi aspetti di questa antica arte.

I “Jurus” formano l’ossatura principale del sistema: sono una sorta di manuale scritto con i movimenti anziché con le parole. I movimenti espressi nei Jurus svolgono una funzione multipla, come le formule matematiche che racchiudono in pochi simboli conoscenze in grado di cambiare le prospettive della scienza.

I Jurus nel Silat

Esaminiamo i due estremi: le arti marziali giapponesi e le arti occidentali. Nelle prime, la forma è il mezzo attraverso il quale gli allievi apprendono l’uniformità del comportamento e si modellano sullo stampo della sequenza di movimenti codificata.

Nelle arti occidentali come la lotta, il pugilato o la scherma, non esistono forme ovvero sequenze codificate da eseguirsi da solo. Lo studente esegue movimenti liberi “a solo” come per esempio la nota shadow boxing nella boxe.

Il Silat che proponiamo si impone come una via di mezzo tra i due sistemi: esistono le forme ma sono composte solo da quattro movimenti ciascuna. Ogni forma, oltre a preparare il corpo ai movimenti inabituali usati nelle tecniche, conserva, come in un libro di formule, i principi attivi di un gruppo di azioni.

Ogni movimento del Jurus è il denominatore comune di un gruppo di tecniche. Nel passato, osservando le tecniche di successo, si notava che per eseguirle con facilità era conveniente acquisire determinate movenze. Questi movimenti comuni sono stati osservati, studiati e raggruppati nelle brevi forme chiamate Jurus.

Questi elementi, come le note musicali per il compositore, diventano rapidamente le basi per nuove e personali composizioni. Il Jurus diventa così la giusta via di mezzo nella quale coesistono la trasmissione della tradizione e la codificazione, con la personale libertà di espressione.

I Jurus cui si farà riferimento nei nostri corsi sono quelli del Cidepok Silat insegnati dal guru Ketut Gysir Mangku (prete indù) della comunità balinese. Le tecniche provengono inoltre anche dalle interpretazioni ed elaborazioni di altri due grandi maestri: guru Agung Aliit Sumandi ed il Maestro caposcuola dell’Harimau, Malano.

I Langkah nel Silat

I Langkah derivano invece dall’insegnamento del Maestro Agi Nasrullah di Sumatra, mistico islamico di formazione sufi, la cui conoscenza dei simboli e dei numerosi stili tradizionali è un prezioso elemento di riferimento costitutivo della nostra scuola.

Un sistema originale

Come appare chiaro da quanto fin qui detto, la sistematizzazione del sistema Silat stile I.S.A.M. è una operazione fortemente originale.

Non si è trattato di formalizzare un programma già definito, ma di organizzarne uno nuovo, mettendo insieme, strada facendo, frammenti di insegnamenti, sconosciuti non solo agli occidentali ma anche a molti orientali.

A garanzia della coerenza e della validità del programma di Silat I.S.A.M., ogni azione è stata sottoposta, in molti Paesi occidentali, alla valutazione ed al sapere di molti maestri delle più svariate discipline marziali. Inoltre, ad ogni viaggio in Indonesia e Malesia, il Maestro Maltese ha sempre cercato conferme relativamente a questo programma da parte dei vecchi maestri tradizionali.

Gli anni trascorsi, le numerose verifiche ed i numerosi confronti, la formazione di numerosi esperti di notevole valore, hanno via via confermato la correttezza della strada e del progetto intrapresi.

Oggi, tutte queste preziose esperienze, si sono trasformate in un programma preciso e dettagliato, che può fungere degnamente da punto di riferimento per orientarsi in un universo di esperienze in continua trasformazione.